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Settori che potrebbero sovraperformare l’S&P 500 (metodologia)

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Mentre l’S&P 500 continua a muoversi sui massimi storici e risulta molto caro in termini di valutazione, è possibile ottimizzare e diversificare individuando settori che potrebbero sovraperformare l’S&P 500 nei prossimi mesi? Vincent Ganne propone la sua risposta metodologica. L’analisi viene condotta all’interno degli 11 “super settori” dell’indice S&P 500.

Metodologia di analisi applicata agli 11 super settori dell’S&P 500: rapporto CAPE + margine netto + punteggio tecnico medio/lungo termine
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1) P/E di Shiller (rapporto CAPE)
Il rapporto CAPE (Cyclically Adjusted Price-to-Earnings) misura il livello di valutazione di un mercato rapportando il prezzo alla media degli utili reali (corretti per l’inflazione) degli ultimi 10 anni.
Consente di attenuare i cicli economici e contabili ed è utilizzato soprattutto per valutare il grado di sopravvalutazione relativa di un mercato nel lungo periodo. Storicamente, un CAPE elevato è associato a rendimenti futuri più bassi su un orizzonte pluriennale.

2) Margine netto
Il margine netto di un settore misura la redditività finale media delle imprese del settore, ossia la quota di fatturato che rimane come utile netto dopo tutti i costi. A livello settoriale, si tratta di una media ponderata dei margini netti delle società del settore (spesso ponderata per capitalizzazione di mercato).

3) Punteggio tecnico medio/lungo termine
Un punteggio tecnico che qualifica la maturità del trend secondo le categorie “early”, “mature” e “late”. Dal punto di vista dell’analisi tecnica, la potenziale sovraperformance è più probabile nelle categorie “early” e “mature”. La classificazione si basa sull’analisi tecnica dei grafici settimanali e mensili.

Incrociando questi tre criteri, l’obiettivo è identificare settori che combinino una valutazione ragionevole, una redditività strutturale sufficiente e una dinamica tecnica ancora sfruttabile. Questo approccio mira a evitare settori che, pur mostrando una forte crescita degli utili, risultano già fortemente sopravvalutati e tecnicamente in una fase avanzata del ciclo.

I dati sulla crescita delle vendite e degli utili mostrano una forte concentrazione della performance recente nel settore tecnologico e, in misura minore, in quello industriale. Tuttavia, questi settori figurano anche tra i più costosi in termini di rapporto CAPE, il che limita il loro potenziale di sovraperformance relativa nel medio termine, nonostante margini elevati e una solida crescita degli utili.

La tabella sottostante presenta i risultati dell’analisi. Le migliori opportunità si trovano nei settori a basso prezzo (vedi rapporto CAPE), con un margine netto superiore alla media e un punteggio tecnico che non sia classificato come “late”.
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Al contrario, diversi settori mostrano un profilo più equilibrato. Il settore finanziario si distingue per un rapporto CAPE sensibilmente inferiore alla media, margini netti robusti e un posizionamento tecnico ancora favorevole. Anche i settori difensivi, come beni di consumo di base e sanità, presentano valutazioni più moderate, con punteggi tecnici classificati come “early”, suggerendo un potenziale di rotazione settoriale a loro favore in caso di rallentamento economico o aumento della volatilità.

Anche il settore immobiliare e i servizi di pubblica utilità meritano particolare attenzione. Sebbene la loro crescita degli utili sia più modesta, gli elevati margini e una valutazione tornata più interessante dopo diversi trimestri di sottoperformance potrebbero renderli candidati credibili a una sovraperformance relativa se le condizioni monetarie dovessero allentarsi.




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